ROBERTO, OCULISTA E “VOLONTARIO VAGABONDO”, SI RACCONTA

ROBERTO, OCULISTA E “VOLONTARIO VAGABONDO”, SI RACCONTA

Il dottore Roberto Polito, medico oculista di Ardore (RC), una vita in ospedale, oggi si dedica ad attività di volontariato in Italia, portando la sua opera tra i terremotati, e in Kenya, dove le urgenze riguardo alla salute degli occhi richiedono un impegno costante. Ha inoltre creato un Circolo per aiutare i ragazzi e i poveri del terzo mondo e attrezzato un ambulatorio chirurgico oculistico in Madagascar dove si reca periodicamente. Di recente è entrato a far parte della squadra di professionisti “Volontari Vagabondi”. «Una volta pensionatomi ho capito che, per quello che potevo fare e dare, non potevo stare a guardare; volevo dare il massimo di quel poco di cui il Signore mi aveva fatto dono. Non volevo stare con le mani in mano» ci dice. Gli abbiamo posto delle domande a riguardo.

Quando ha deciso che sarebbe diventato medico e, nello specifico, oculista?

Ho avuto un padre oculista, molto noto, aveva anche una clinichetta in casa. Io sin da ragazzo l’aiutavo, l’accompagnavo quando andava a visitare. Ma sino ai primi anni di liceo ancora non avevo fatto una scelta, anche perché mi sarebbe piaciuto fare l’avvocato o il professore di matematica. L’ultimo anno di liceo classico ho preso la decisione di iscrivermi a medicina e di fare poi la specializzazione in oculistica.

Ci racconta delle sue esperienze in Africa?

Ho sempre avuto il desiderio di fare del volontariato e di metter a disposizione le mie capacità e competenze per gli altri. Sono stato socio dell’AVIS, della LADOS, medico volontario per l’ordine dei Medici di RC, a Grottaminarda per il terremoto in Irpinia nel 1980, in Kenya in missione col primario oculista del Niguarda di Milano, prof. Musini. Quando nel 2010 fui messo in quiescenza dall’ASL di Locri, sentendomi ancora in forma ho voluto dedicarmi al mio sogno: andare in missione in Africa per poter dare quello che potevo a tanta gente bisognosa. Il caso volle che avessero bisogno di oculisti nella missione di Henintsoa, villaggio di Vohipeno in Madagascar e ci andai, con l’associazione Onlus Medici in Africa di Genova, di cui qua nella Locride ho aperto un circolo. E lì vado due volte l’anno, faccio visite, curo l’ambulatorio e la chirurgia dell’oculistica, che ho rinnovato e attrezzato in modo che sia all’altezza dei servizi occidentali, e di cui sono coordinatore e arruolo chirurghi oculisti di una certa esperienza.

Tra le sue passioni c’è il cinema. Ce ne parla?

Prima che per il cinema il mio primo amore è stato per il teatro. Ho iniziato negli anni ’80 a esibirmi nel teatro e in sketch con la dott. Giovanna Lanza come volontariato per la UILDM sotto la presidenza di Pepè Congiusta con commedie comiche e anche con Moliere (La scuola delle mogli) e con “Miseria e Nobiltà”. Nel 2006 sono entrato in un’associazione cinematografica CoopCalabriaFilm come socio ed in essa finora ho interpretato 8 film ed altri tre film per altre case cinematografiche. Mi piace molto il cinema, ma il teatro mi appassiona molto di più, perché ti senti il pubblico vicino e ti senti spronato a fare di più, a dare il meglio di te. Attualmente, da alcuni anni, faccio parte di una compagnia di Roccella Ionica “Il Sorriso”, diretta dalla dott.ssa Marida Gemelli, ed oltre che far divertire la gente siamo noi i primi a divertirci fortemente con le nostre commedie.

Ci racconta della sua adesione al progetto Volontari Vagabondi?

In tale progetto ho fatto la prima esperienza il 28 luglio scorso a Sant’Ilario dello Ionio, effettuando visite oculistiche gratuite su un camper attrezzato allo scopo. L’esperienza è stata positiva e molto entusiasmante. È venuta molta gente, tanti bambini ed extracomunitari. Queste visite hanno portato allo scoperto delle patologie che, ignorate, avrebbero potuto dare dei problemi. Alcune persone me le son fatte mandare nel mio studio per approfondire e valutare meglio, naturalmente a titolo gratuito. C’è stato qualche disguido e qualche avaria nel funzionamento delle attrezzature ma niente di insuperabile… e poi anche questo è da mettere in conto quando si inizia un qualcosa, l’importante è trarre insegnamento da questa prima esperienza per migliorare quelle successive. Sono rimasto molto soddisfatto dalla gratitudine mostratami da tutti gli utenti e dalla estrema gentilezza del personale che ha collaborato con me e che vorrei nominarli uno per uno, ma non ricordo il nome, ed allora un grazie per tutti alla dott.ssa Monica Moscia, responsabile del progetto. Grazie, perché la soddisfazione e la gioia di aver fatto qualcosa di buono e di utile supera di molto il sacrificio del tempo che ho dedicato e della fatica fisica e mentale che ho donato. Se io, grazie alla mia testa (che il Signore ha voluto donarmi), grazie alla mia forza e capacità (sempre opera del Signore) riesco e son capace di fare qualcosa di buono per gli altri… perché non farlo? Anche se fossi un egoista non potrei non farlo, perché la gioia che provo, l’esercizio salutare della mia mente, la crescita e la maturazione del mio spirito sono infinitamente superiori a quello che la mia povera persona riesce a fare per gli altri. In questo contesto il Signore, lungo il percorso della mia vita, mi ha fatto incontrare i “Volontari Vagabondi” e io dico “Eccomi”.

Grazie al dottore Polito per questa sua testimonianza, e grazie a Fondazione CON IL SUD che ha reso possibile tutto questo!

“NON ESISTONO MONTAGNE INSORMONTABILI MA CONDIVISIONI POSSIBILI”.

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