A SANTO STEFANO IN ASPROMONTE, A SCUOLA PER  LA PREVENZIONE OCULISTICA DEL CAMPER DI VOLONTARI VAGABONDI

A SANTO STEFANO IN ASPROMONTE, A SCUOLA PER LA PREVENZIONE OCULISTICA DEL CAMPER DI VOLONTARI VAGABONDI

Davanti la scuola il camper è posteggiato,con il banner appeso ed il roll up che pubblicizza il progetto VOLONTARI VAGABONDI. E’ un camper medico attrezzato con apparecchiature oculistiche fornito dall’ANPVI regionale Calabria, grazie alla collaborazione con il suo presidente dott. Riccelli.Il dott. Giovannella,medico oculistico volontario apre la porta del camper ed iniziano le visite.Il foglio del calendario segna la data 29 settembre 2017, Santo Stefano in Aspromonte è un luogo in cui si respira aria d’altri tempi,a 25 km dal mare con la sua frazione Gambarie a 8 km che è la vetta sullo Stretto di Messina a 1350 metri sul livello del mare.Alunni del plesso della scuola materna ed elementare ,come piccoli indiani ,sono diretti dalle maestre e accompagnati singolarmente per essere visitati per lo screening oculistico gratuito. Il cortile della scuola si riempie con la gente del luogo che si prenota per la visita medica,arriva anche il sindaco Dott.Francesco Malara,che con grande cortesia e professionalità ha organizzato la location,grazie anche al contributo della professoressa Priolo del plesso locale e grazie alla disponibilità della dirigente scolastica della scuola di Gallico Antonina Marra .Scorre il tempo con le visite cadenzate ,anche i docenti salgono sul camper per essere visitati e si percepisce la soddisfazione per una iniziativa che nasce dal basso, grazie al progetto sostenuto da Fondazione Con il Sud denominato VOLONTARI VAGABONDI,che ha messo in rete 14 comuni in una azione di cittadinanza attiva per fare emergere i bisogni .Un sistema di volontari itineranti che effettuano visite domiciliari a disagiati e disabili,progetto realizzato dall’associazione capofila AVONID ,insieme ai partner ANPVI, Coop.Nautilius di Cardeto,Pro Loco Roghudi e Associazione Sociologi Italiani.

ROBERTO, OCULISTA E “VOLONTARIO VAGABONDO”, SI RACCONTA

ROBERTO, OCULISTA E “VOLONTARIO VAGABONDO”, SI RACCONTA

Il dottore Roberto Polito, medico oculista di Ardore (RC), una vita in ospedale, oggi si dedica ad attività di volontariato in Italia, portando la sua opera tra i terremotati, e in Kenya, dove le urgenze riguardo alla salute degli occhi richiedono un impegno costante. Ha inoltre creato un Circolo per aiutare i ragazzi e i poveri del terzo mondo e attrezzato un ambulatorio chirurgico oculistico in Madagascar dove si reca periodicamente. Di recente è entrato a far parte della squadra di professionisti “Volontari Vagabondi”. «Una volta pensionatomi ho capito che, per quello che potevo fare e dare, non potevo stare a guardare; volevo dare il massimo di quel poco di cui il Signore mi aveva fatto dono. Non volevo stare con le mani in mano» ci dice. Gli abbiamo posto delle domande a riguardo.

Quando ha deciso che sarebbe diventato medico e, nello specifico, oculista?

Ho avuto un padre oculista, molto noto, aveva anche una clinichetta in casa. Io sin da ragazzo l’aiutavo, l’accompagnavo quando andava a visitare. Ma sino ai primi anni di liceo ancora non avevo fatto una scelta, anche perché mi sarebbe piaciuto fare l’avvocato o il professore di matematica. L’ultimo anno di liceo classico ho preso la decisione di iscrivermi a medicina e di fare poi la specializzazione in oculistica.

Ci racconta delle sue esperienze in Africa?

Ho sempre avuto il desiderio di fare del volontariato e di metter a disposizione le mie capacità e competenze per gli altri. Sono stato socio dell’AVIS, della LADOS, medico volontario per l’ordine dei Medici di RC, a Grottaminarda per il terremoto in Irpinia nel 1980, in Kenya in missione col primario oculista del Niguarda di Milano, prof. Musini. Quando nel 2010 fui messo in quiescenza dall’ASL di Locri, sentendomi ancora in forma ho voluto dedicarmi al mio sogno: andare in missione in Africa per poter dare quello che potevo a tanta gente bisognosa. Il caso volle che avessero bisogno di oculisti nella missione di Henintsoa, villaggio di Vohipeno in Madagascar e ci andai, con l’associazione Onlus Medici in Africa di Genova, di cui qua nella Locride ho aperto un circolo. E lì vado due volte l’anno, faccio visite, curo l’ambulatorio e la chirurgia dell’oculistica, che ho rinnovato e attrezzato in modo che sia all’altezza dei servizi occidentali, e di cui sono coordinatore e arruolo chirurghi oculisti di una certa esperienza.

Tra le sue passioni c’è il cinema. Ce ne parla?

Prima che per il cinema il mio primo amore è stato per il teatro. Ho iniziato negli anni ’80 a esibirmi nel teatro e in sketch con la dott. Giovanna Lanza come volontariato per la UILDM sotto la presidenza di Pepè Congiusta con commedie comiche e anche con Moliere (La scuola delle mogli) e con “Miseria e Nobiltà”. Nel 2006 sono entrato in un’associazione cinematografica CoopCalabriaFilm come socio ed in essa finora ho interpretato 8 film ed altri tre film per altre case cinematografiche. Mi piace molto il cinema, ma il teatro mi appassiona molto di più, perché ti senti il pubblico vicino e ti senti spronato a fare di più, a dare il meglio di te. Attualmente, da alcuni anni, faccio parte di una compagnia di Roccella Ionica “Il Sorriso”, diretta dalla dott.ssa Marida Gemelli, ed oltre che far divertire la gente siamo noi i primi a divertirci fortemente con le nostre commedie.

Ci racconta della sua adesione al progetto Volontari Vagabondi?

In tale progetto ho fatto la prima esperienza il 28 luglio scorso a Sant’Ilario dello Ionio, effettuando visite oculistiche gratuite su un camper attrezzato allo scopo. L’esperienza è stata positiva e molto entusiasmante. È venuta molta gente, tanti bambini ed extracomunitari. Queste visite hanno portato allo scoperto delle patologie che, ignorate, avrebbero potuto dare dei problemi. Alcune persone me le son fatte mandare nel mio studio per approfondire e valutare meglio, naturalmente a titolo gratuito. C’è stato qualche disguido e qualche avaria nel funzionamento delle attrezzature ma niente di insuperabile… e poi anche questo è da mettere in conto quando si inizia un qualcosa, l’importante è trarre insegnamento da questa prima esperienza per migliorare quelle successive. Sono rimasto molto soddisfatto dalla gratitudine mostratami da tutti gli utenti e dalla estrema gentilezza del personale che ha collaborato con me e che vorrei nominarli uno per uno, ma non ricordo il nome, ed allora un grazie per tutti alla dott.ssa Monica Moscia, responsabile del progetto. Grazie, perché la soddisfazione e la gioia di aver fatto qualcosa di buono e di utile supera di molto il sacrificio del tempo che ho dedicato e della fatica fisica e mentale che ho donato. Se io, grazie alla mia testa (che il Signore ha voluto donarmi), grazie alla mia forza e capacità (sempre opera del Signore) riesco e son capace di fare qualcosa di buono per gli altri… perché non farlo? Anche se fossi un egoista non potrei non farlo, perché la gioia che provo, l’esercizio salutare della mia mente, la crescita e la maturazione del mio spirito sono infinitamente superiori a quello che la mia povera persona riesce a fare per gli altri. In questo contesto il Signore, lungo il percorso della mia vita, mi ha fatto incontrare i “Volontari Vagabondi” e io dico “Eccomi”.

Grazie al dottore Polito per questa sua testimonianza, e grazie a Fondazione CON IL SUD che ha reso possibile tutto questo!

“NON ESISTONO MONTAGNE INSORMONTABILI MA CONDIVISIONI POSSIBILI”.

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Giorgio, esperto Tiflologo e “Volontario Vagabondo”, si racconta

Giorgio, esperto Tiflologo e “Volontario Vagabondo”, si racconta

Il Professore Giorgio Arcudi è un professionista reggino, esperto tiflologo, per i non addetti ai lavori, un operatore altamente qualificato che si occupa dell’educazione e dell’istruzione delle persone con disabilità visiva (nonvedenti e ipovedenti). Giorgio, in prima persona, vive la condizione di disabilità essendo non vedente, ed in questa intervista ci racconta la sua esperienza professionale e personale, una testimonianza preziosa che vogliamo condividere con tutti voi.E’ un dialogo dove le voci si incontrano.

Giorgio, che cosa è , la tiflologia e che ruolo ha il tiflologo?

“La tiflologia è la scienza che studia le condizioni e le problematiche delle persone con disabilità visiva al fine di indicare soluzioni per attuare la loro piena integrazione sociale e culturale, interessandosi delle condizioni e delle problematiche di persone nonvedenti e ipovedenti, non più unicamente legate alla sfera lavorativa, ma a diversi ambiti e situazioni, come lo studio, il tempo libero e la vita domestica. In conseguenza di quest’ultimo aspetto, la sfera della tiflologia include a sua volta vari campi e settori di studio, tra i quali la tiflotecnica, la tifloinformatica e la tiflodidattica.

Il tiflologo è un consulente che agevola la comprensione dei bisogni dell’alunno minorato della vista, delle sue oggettive difficoltà, ma anche e prima ancora delle sue potenzialità e risorse, in modo da orientarne il percorso educativo, per una sua piena inclusione sociale; fornisce supporto ed informazione utili alla famiglia del disabile visivo che spesso è disorientata ed in difficoltà nel gestire tale condizione; si coordina con la scuola e le istituzioni ed enti preposti (Amministrazioni Locali, Unità Sanitarie Locali) al fine di programmare e promuovere ogni altra attività, che egli ritenga utile al miglioramento delle condizioni scolastiche e sociali del minorato della vista.”

 Quando e perché hai deciso di diventare tiflologo?

“Sentivo la necessità di donare agli altri quello che avevo ricevuto dai miei maestri e quindi, dopo aver conseguito la laurea in Lingue e Letterature straniere, ho deciso di fare il corso di specializzazione come insegnante di sostegno. Ho sposato la causa dell’integrazione scolastica fin dai tempi in cui la stessa veniva combattuta anche dalle Associazioni e l’ho portata avanti insieme al Movimento Apostolico ciechi.”

Raccontaci un po’ di te e delle tue numerose passioni: musica, lettura, volontariato.

“Mi sono accostato alla musica e in particolar modo allo strumento della chitarra e del pianoforte fin da bambino, dalla seconda elementare, e l’ho coltivata personalmente in seguito fino ad oggi.

Altra grande mia passione è la lettura di testi letterari, poesie, romanzi. Oggi, grazie alle strumentazioni moderne, la lettura dei testi è resa più facile e veloce grazie agli ausili tiflotecnici e tifloinformatici, ma è certamente più robotica e fredda. Il Braille, pur essendo ancor oggi l’unico alfabeto in possesso dei ciechi, sembra essere andato in disuso per l’implementazione dei sintetizzatori vocali. A mio avviso il Braille deve essere utilizzato poiché permette una lettura personale e non per tramite, dando la possibilità ai ciechi di apprezzare il valore direttamente o attraverso la voce del lettore che trasmette emozioni. A testimonianza di ciò il grande interesse che ha suscitato un incontro di “Lettura al Buio”, organizzata dall’Associazione Anassilaos di Reggio Calabria, in collaborazione con l’ANPVI -Associazione Nazionale Privi di vista e Ipovedenti- sezione di RC, di cui sono membro. In tale occasione, svoltasi il 07/09/2017 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso, sono stato lettore Braille di passi del racconto di Oscar Wilde “L’usignuolo e la rosa” che contiene una amara riflessione sulla ingratitudine umana e sulla smodata sete di ricchezze e potere, anch’essa tutta umana, cui fa da contraltare la generosità ingenua dell’uccello che sacrifica la propria vita. Ho accettato con entusiasmo di partecipare a questa iniziativa per dimostrare anzitutto che le persone non vedenti possono avere una lettura personale di qualunque testo vogliano nutrirsi, e non per tramite di un mezzo freddo e meccanico come un sintetizzatore vocale. Alla fine dell’incontro ho specificato sinteticamente il modo di lettura Braille, e soprattutto la necessità che esso venga appreso fin dai primi anni della scuola, invitando tutti i partecipanti a prenderne piena coscienza e competenza. C’è stata grande partecipazione ed interesse da parte della cittadinanza, soprattutto di operatori scolastici che si sono subito avvicinati per avere informazioni a riguardo. L’auspicio è quello di ripetere queste iniziative, soprattutto in prossimità della giornata nazionale Louis Braille del 21 febbraio, e di poter sensibilizzare al meglio la cittadinanza sul tema della “

Oltre ad essere tiflologo di professione, amante della musica e della lettura, ci dicevi che sei un “Volontario Vagabondo”, raccontaci questa esperienza.

“Da sempre legato al mondo del volontariato, sono membro effettivo dell’ANPVI ONLUS-sezione di Reggio Calabria dal 2005. L’Associazione è partner di un progetto nazionale sostenuto da FONDAZIONE CON IL SUD, dal titolo VOLONTARI VAGABONDI. Sono stato informato di questa bella iniziativa dalla Responsabile del progetto Dott.ssa Monica Moscia che mi ha illustrato le finalità del progetto ed ho deciso di farne parte attiva, aderendo in qualità di Volontario. Ritengo infatti che il progetto sia di grande utilità sociale e morale poiché permette di aiutare tante persone che vivono una condizione di disabilità o disagio, spesso ai margini in una società poca attenta ai bisogni dei più deboli, di coloro che risultano esclusi a causa delle loro problematiche per la non conoscenza delle modalità di intervento per migliorare la qualità psico-fisica-sociale della loro vita.

Volontari Vagabondi permette di dare una mano al prossimo in modo semplice, spontaneo, ed ho deciso di mettere al servizio le mie competenze di tiflologo in modo gratuito per chi ne avesse bisogno. Ho svolto, ad oggi, anche delle consulenze telefoniche tifloinformatiche e tiflodidattiche per soggetti disabili della vista e mi sono reso disponibile per organizzare incontri nelle scuole al fine di far conoscere anche ai ragazzi il problema della disabilità visiva, per far comprendere l’importanza della prevenzione della cosiddetta “cecità evitabile”. A breve, inoltre, si organizzerà presso la sede ANPVI-AVONID un corso di lettura e scrittura Braille, rivolto a tutti coloro che desiderano accostarsi a questa realtà, e terrò delle lezioni in qualità di “Volontario Vagabondo”, quindi in modo gratuito.

Il mio più sentito e sincero ringraziamento va a FONDAZIONE CON IL SUD che, con spirito di abnegazione, ha investito in risorse materiali ed intellettuali, ed ha scommesso sul progetto VOLONTARI VAGABONDI, dando la possibilità a tante persone disabili o in disagio di migliorare la propria qualità di vita. Mi auguro vivamente che il progetto possa continuare nel tempo, anche dopo la sua scadenza naturale, raggiungendo un bacino di utenti sempre più ampio e che si possano realizzare tante altre attività sul territorio.”

 

L’importanza di dedicare porzioni del proprio tempo ad altri,pur vivendo diverse abilità,il  professore Giorgio Arcudi con splendida testimonianza di vita,spinge alla riflessione . “NON ESISTONO MONTAGNE INSORMONTABILI MA CONDIVISIONI POSSIBILI”.

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